giovedì 10 novembre 2016

Misteri, equilibri e spirito di conservazione

[Il post di MrDu]

Giornate post sisma. Vita da ostello. La famiglia Po è ospite dell'ostello comunale dal primo novembre, due giorni dopo la tremenda scossa di magnitudo 6.5 che ha ulteriormente indebolito le strutture portanti delle nostre abitazioni e della nostra psiche.
Breve parentesi. Il Balcone dei Sibillini, il nostro paese, è nato nel medioevo, e medievali sono le bellissime mura in pietra arenaria, il cui perimetro si interrompe più o meno in corrispondenza dei quattro punti cardinali per lasciare spazio ad altrettante porte sormontate da robusti archi. Di origine medievale sono la maggioranza delle abitazioni, sette-ottocenteschi alcuni palazzetti gentilizi, poche case costruite dopo la seconda Guerra mondiale, pochissime quelle edificate negli ultimi anni.

A proposito di strutture portanti, qualche mese fa, un artigiano locale mi ha spiegato come è fatta la muratura "a sacco", tecnica costruttiva principale del Borghetto. La muratura a sacco, in pratica, è fatta così: due muri in pietra distanziati tra loro e, nel mezzo, materiale di riempimento, cioè terra, sabbia, residui di lavorazione delle pietre stesse, insieme ad altre cose di varia natura disponibili in loco. Tante cose buone si dicono di questi muri, soprattutto che proteggano bene dal calore estivo e, secondo alcuni, dal freddo invernale. Va da sé che non sono antisismici, che sono vecchi e che spesso sopportano pesanti coperture rifatte negli anni 70-90, aperture, scale e quant'altro la fantasia dei loro abitanti potesse concepire. Conservano tuttavia un grande fascino e mistero.

Il Vigile del Fuoco che ci ha accompagnati a casa martedì scorso, per prendere due cose, sfarinava tra le dita una scaglia di pietra e diceva: "Ma di che sono fatte queste pietre, ma come si fa a farle tenere, non c'è niente che le lega, ma come facevano?" Eccolo il mistero (non parlerò del fascino che queste pietre trasmettono perché è stato più volte riconosciuto e certificato ed è, o era, sotto gli occhi di tutti), il mistero è proprio questo, ma come si tengono? è lo stesso mistero che ci lega alla terra, la terra che ci ricorda che niente è poi così stabile e radicato, che l'opera umana è stabile ma fondata su equilibri dinamici e transitori, che la scienza trova il suo limite proprio nella natura, la stessa natura da cui essa - la scienza - prende le mosse, per il tramite dell'osservazione e grazie a cui si alimenta e progredisce, attraverso la sperimentazione.

In tutto questo, lo spirito, la psiche che dicevo all'inizio, si ribella, si ribella contro la distruzione, contro l'abbandono, contro la morte, contro il timore, l'incertezza, ma lo fa con devozione, in silenzio, perché il mistero - basta guardarsi intorno per accorgersi con quanta meraviglia natura e uomo si siano incontrati in questi luoghi - fa parte di noi, della nostra identità e ci insegna ogni giorno la giustezza, la misura e la nostra fragilità.

2 commenti:

  1. Ci sono zone magiche Aline, così belle da sembrare quasi che l'uomo non le abbia toccate e forse è proprio così altrimenti così belle non sarebbero...ma la sicurezza viene prima di tutto e costruzioni coscienziose devono essere la base da cui partire per proteggere sia l'uomo che la natura...ti abbraccio forte

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